Quelle che chiamiamo volgarmente olive di mare non sono commestibili per l’uomo. sono i frutti carnosi della Posidonia oceanica, che non è un’alga, ma una pianta che si è adattata a vivere completamente immersa nell’acqua salata del mare. Prende infatti il nome dal dio greco del mare: Posèidon e nonostante l’appellativo “ oceanica” svolge un ruolo essenziale per gli ecosistemi del mar Mediterraneo.
Grazie alla fotosintesi clorofilliana, la Posidonia fissa il Carbonio che è nel mare e restituisce Ossigeno, rendendo l’ambiente più salubre per i pesci e gli altri esseri viventi marini cui offre anche rifugio e protezione.
Inoltre la Posidonia preserva le coste dall’erosione, formando intere praterie sottomarine, dette Posidonieti, la sua presenza è indice di benessere dell’ambiente marino.

Prateria di Posidonia oceanica
Di Yoruno – Opera propria, CC BY-SA 3.0,
La Posidonia fiorisce generalmente in autunno, mentre la fruttificazione avviene nei mesi successivi, con i frutti che maturano e si disperdono in primavera e inizio estate.
Una volta maturi, i frutti si separano dalla pianta e iniziano a galleggiare grazie alla loro struttura e ad una sostanza leggermente oleosa di cui sono ricche, mentre galleggiano i frutti maturi si aprono rilasciando i semi che sono di forma simile ai noccioli d’oliva, come si vede nella foto seguente. 
Le correnti e le onde trasportano i frutti verso la costa, favorendone l’accumulo sulle spiagge. Questi frutti, una volta spiaggiati, possono essere osservati lungo le coste del Mediterraneo e rappresentano un segnale della presenza di praterie di Posidonia in salute.

Olive di mare spiaggiate a San Cataldo di Lecce
Il video seguente riproduce lo spiaggiamento dei frutti di Posidonia sulla battigia di San Cataldo di Lecce in maggio.
Il Sito di Importanza Comunitaria “Le Cesine”, molto più esteso della omonima riserva, si estende anche a mare proprio per la presenza del poseidonieto
Nella mappa seguente, sono evidenziati i posidonieti antistanti la riserva naturale delle Cesine.

L’area in blu è la parte a mare, in verde la riserva delle Cesine, in rosso il sic terrestre. I numeri riportati sono i codici europei di identificazione dei siti.
Un Sito di Importanza Comunitaria (SIC) è un’area terrestre o marina, definita dalla Direttiva Habitat dell’Unione Europea, che presenta un valore ecologico particolare e merita di essere protetta. Questi siti sono selezionati per la loro importanza nel mantenere e ripristinare habitat naturali e specie floristiche e faunistiche di interesse comunitario.
La costa salentina è ricca di posidonieti, in particolare i posidonieti presenti lungo la costa vicino a San Cataldo di Lecce, si estendono dall’Oasi naturale delle Cesine sin quasi a Brindisi.
