San Cataldo, sabato 3 ottobre 2026

Si è conclusa la prima edizione del progetto che ha portato gli studenti fuori dalle aule per conoscere, vivere e raccontare San Cataldo. Una piazza gremita di bambini, ragazzi, famiglie, docenti, associazioni e cittadini ha trasformato la serata finale in una festa della comunità.

Tanta partecipazione, entusiasmo e, soprattutto, la sensazione che intorno a San Cataldo si stia costruendo qualcosa di importante.

Il progetto è stato promosso dall’Associazione no profit “Lecce sul Mare San Cataldo ODV” e seguito, in particolare dai soci dott. Riccardo Rossi e Prof.ssa Paola de Carlo,  insieme alle scuole e a una vasta rete di realtà del territorio.

Più che la conclusione di un progetto scolastico, la serata è stata la restituzione alla comunità di un percorso durato un intero anno scolastico, durante il quale tanti bambini e ragazzi sono usciti dalle aule per conoscere San Cataldo attraverso l’esperienza diretta.

Il mare e la spiaggia, la biodiversità e l’ambiente, la storia e l’archeologia, la vela e le tradizioni sono diventati una grande “aula diffusa” nella quale osservare, sperimentare, partecipare e imparare.

Come ha ricordato il presidente di Lecce sul Mare San Cataldo ODV, Luigi Bolognini:

«Conoscere un territorio, viverlo, riconoscerne il valore, imparare ad averne cura e poi raccontarlo agli altri.»

Sabato sera sono stati proprio i ragazzi i protagonisti; sul palco si sono alternati agli interventi degli adulti, raccontando attraverso testimonianze, immagini e performance ciò che hanno scoperto e vissuto durante l’anno.

Ad accompagnare il racconto della serata è stata Leda Cesari, che ha condotto il pubblico attraverso i diversi momenti dell’evento: Scoprire e partecipare, Sperimentare, Sostenere, Raccontare, Continuare, fino al momento conclusivo di “Radici sul Mare”.

Già prima dell’inizio, la piazza aveva cominciato a raccontare il progetto attraverso le postazioni dedicate ai lavori realizzati dalle scuole. Poi il palco ha dato voce ai ragazzi e ai rappresentanti delle diverse realtà che hanno contribuito al percorso.

Il senso dell’iniziativa era proprio questo: non limitarsi a raccontare San Cataldo alle nuove generazioni, ma permettere loro di viverla e diventare, a loro volta, capaci di raccontarla alla comunità.

La grande partecipazione ha reso visibile anche un altro risultato del progetto: la capacità di fare rete e  di mettere insieme mondi, competenze e sensibilità differenti.

Nel suo intervento, Luigi Bolognini ha sintetizzato così il ruolo che Lecce sul Mare intende svolgere:

«Il ruolo che abbiamo scelto per Lecce sul Mare è soprattutto quello di catalizzare le forze già presenti, metterle in relazione e contribuire a creare un ecosistema di energie e competenze indirizzate verso un obiettivo comune: la rinascita di San Cataldo. Non vogliamo sostituirci a chi già opera sul territorio. Vogliamo fare rete.»

Una rete che sabato sera era concretamente rappresentata nella piazzetta: scuole, Università, associazioni, istituzioni, imprese, ragazzi, famiglie e cittadini.

Un ringraziamento particolare va al mondo della scuola e all’Ufficio Scolastico Provinciale, che ha sostenuto l’iniziativa sin dal primo momento.

All’Istituto Comprensivo Stomeo-Zimbalo di Lecce, scuola capofila, e alla dirigente Maria Elisabetta Tundo; all’I.C. Ammirato Falcone, guidato da Simonetta Tempesta; all’I.C. Tempesta Galateo di Lecce, guidato da Francisca Camero; all’ITET Grazia Deledda di Lecce, guidato da Antonella Cazzato; all’Istituto Comprensivo Armando Diaz di Vernole e Castri, guidato da Pantaleo Antonio Conte.

E naturalmente un grazie speciale ai docenti, che con disponibilità ed entusiasmo hanno trasformato il progetto in esperienze concrete, alle famiglie che hanno accompagnato e sostenuto i ragazzi e, naturalmente, a tutti gli studenti (compresi i piccoli della scuola dell’infanzia) che hanno partecipato con curiosità, interesse e generosità.

Fondamentale è stato il contributo delle tante realtà che hanno messo a disposizione del progetto competenze, esperienza e passione: Circolo della Vela Marina di Lecce, Plastic Free, Istituto Jane Goodall, Oasi WWF Le Cesine, Museo Sigismondo Castromediano, Università del Salento, Riserva Naturale Biogenetica di San Cataldo, CRTM – Museo di Storia Naturale del Salento di Calimera, Marevivo Puglia, Pro Loco Lecce, Nucleo Carabinieri Tutela Biodiversità di San Cataldo e Retake.

È questa pluralità uno dei risultati più significativi della prima edizione: attorno a San Cataldo esistono già energie, competenze e disponibilità importanti. Metterle in relazione significa creare nuove possibilità per il territorio.

Anche l’impresa può generare valore per il territorio:  a questa rete ha scelto di partecipare anche Enegan, sponsor dell’iniziativa, rappresentata sul palco da Vincenzo Campa. 

Partendo dal tema dell’energia e delle fonti rinnovabili, Campa ha ricondotto la sostenibilità alla responsabilità delle scelte individuali e collettive:

«La sostenibilità funziona davvero quando riesce a trasformarsi in consapevolezza e comportamento.»

Ma il contributo dell’impresa a un territorio, ha sottolineato Campa, può andare oltre la propria attività economica:

«Un’impresa genera valore per un territorio non soltanto attraverso ciò che vende. Può generarlo attraverso le competenze che mette a disposizione, i comportamenti che promuove, l’innovazione che introduce e i progetti della comunità che decide di sostenere.»

Un messaggio che si lega direttamente allo spirito dell’intero progetto e che Campa ha sintetizzato in una considerazione rivolta alla comunità:

«Ognuno può fare la propria parte. Anche un gesto piccolo, quando diventa un comportamento condiviso, può contribuire a cambiare un sistema.»

La prima edizione finisce. Il percorso continua.

La serata del 3 ottobre ha chiuso un anno di attività, ma non ha chiuso “Il Mare Parla Molte Lingue”.

Quella appena conclusa è la prima edizione di un percorso che Lecce sul Mare intende proseguire e ampliare, coinvolgendo nuove scuole, associazioni, istituzioni, imprese e cittadini.

La piazza gremita di sabato sera lascia allora un’immagine particolarmente significativa: i ragazzi insieme alle loro famiglie, ai docenti, ai dirigenti scolastici, alle associazioni e ai cittadini, riuniti intorno a San Cataldo.

Siamo partiti dai ragazzi per far conoscere loro San Cataldo.

Sabato sera sono stati loro a restituirla a noi.

E intorno a loro abbiamo visto prendere forma una comunità di persone, competenze ed energie che può diventare protagonista della sua rinascita.

Il mare ha parlato molte lingue. E questa volta, soprattutto, ha parlato con la voce dei ragazzi.

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